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Obiettivi

Musealizzazione

Musealizzazione - Duna Feniglia

Musealizzazione
Con il termine musealizzazione si possono intendere molti aspetti relativi alla valorizzazione di un territorio, di un luogo, di un ambiente o di un singolo manufatto. Ciò che s’intende attuare nel nostro contesto, sono una serie di interventi che spaziano dalla messa in sicurezza dello scavo archeologico, sino al restauro di alcune strutture che potrebbero in tal modo restare visitabili anche durante la stagione invernale. Per quanto riguarda la messa in sicurezza, è opportuno sottolineare che qualora si voglia rendere davvero fruibile il sito archeologico ai visitatori tutto l’anno, diventano indispensabili alcuni accorgimenti, come la staccionata “Maremmana”, una recinzione di legno in perfetto stile toscano, in materiale interamente deperibile, che si integra perfettamente con l’ambiente circostante. Musealizzazione non significa solo sicurezza, ma anche, come già detto, protezione del sito; a tale scopo ricade all’interno del progetto la realizzazione di una piccola barriera, in legno, che permette di proteggere l’intera area di scavo dai venti che erodono le strutture presenti all’interno dello scavo, e che trasportano la sabbia della duna capace di ricoprire, in breve
tempo, buona parte del lavoro svolto dagli archeologi. Purtroppo però, non sono solamente i venti di terra a degradare le evidenze in uno scavo archeologico, sono soprattutto, specialmente in questi ultimi anni di cambiamenti climatici, le forti piogge torrenziali e le eccezionali ondate di calore, capaci di deturpare, entrambi i fenomeni, le fragili strutture protostoriche rinvenute in questi anni; tale premessa motiva la necessità di costruire una copertura, progettata ovviamente nel più completo rispetto dell’ambiente circostante. Essa sarà capace di offrire una protezione all’intera area di scavo, di fornire un valido aiuto agli archeologi impegnati durante le operazioni di scavo e inoltre di tracciare percorsi interni fruibili dal pubblico, per un maggiore coinvolgimento del visitatore all’interno dell’insediamento produttivo che sinora è tornato alla luce. Senza questa tettoia si rende necessaria la solita copertura tramite teli plastificati, che impediscono la reale visione delle evidenze archeologiche durante tutto il periodo di non-scavo del sito (11 mesi all’anno). A completamento di un “percorso museale” di questo genere, non sono da dimenticare i pannelli informativi che accompagneranno il visitatore lungo tutto il percorso, fornendo le informazioni necessarie a meglio comprendere la realtà storica all’interno della quale sta camminando e poi tutto il contesto archeologico dell’intera laguna di Orbetello; il tombolo quindi come tassello di un mosaico protostorico molto più ampio di quello che si potrebbe pensare, come punto di partenza per una maggiore e più profonda conoscenza del territorio, della sua storia e delle tradizioni che fino ai giorni nostri porta con sé. Il restauro infine è parte integrante dell’intero progetto DF Duna Feniglia Archaeology: le strutture esposte, come vedranno i nostri visitatori, sono costruzioni antichissime, di quasi 3000 anni, pietre poste su muri a secco resi friabili dalle intemperie. È dunque indispensabile un intervento conservativo da attuarsi il più presto possibile.

Valorizzazione

Valorizzazione - Duna Feniglia

Pubblicizzazione: Realizzazione di Brochures informative, relative al sito archeologico e al progetto DF Duna Feniglia Archaeology.
Scuole: Ideazione e realizzazione di un progetto didattico rivolto agli istituti scolastici, di vario ordine e grado, riguardanti le tematiche archeologiche del territorio.
Visite: Ideazione e realizzazione di visite guidate, a cura degli archeologi coinvolti nel progetto, per tutto il periodo della campagna di scavo.
dunafeniglia.it: Realizzazione del sito internet dunafeniglia.it, che diviene così la sede informatica dell’intero progetto di valorizzazione. A vari livelli, il sito internet sarà consultabile sia dal profano che dal professionista archeologo; sarà dunque studiato per fornire le informazioni di base, tipiche della divulgazione archeologica rivolta al pubblico, e anche per fornire maggiori dettagli, approfondimenti, agli addetti ai lavori. Gli aggiornamenti di dunafeniglia.it coinvolgeranno anche i maggiori Social Network (Facebook, Twitter, Instagram, youtube).

Continuazione delle indagini

Estensione dell’area di scavo: Al fine di una migliore interpretazione del sito archeologico, si rende necessaria un’ulteriore estensione dell’area di scavo. Grazie alle conferme archeologiche, già descritte, date dall’assistenza allo scavo dell’acquedotto nel 2000, siamo a conoscenza, già nella prima Età del Ferro, della frequentazione del tombolo nella sua interezza; ciò ci spinge a ipotizzare una continuazione del record archeologico sulla medesima direttrice dell’acquedotto.
Nuove ricognizioni: Allo scopo di individuare e selezionare nuove aree di indagine archeologica, è indispensabile pianificare delle campagne di ricognizione. Esse ci permettono di individuare le zone di maggior interesse e che potrebbero, una volta scavate, restituire importanti risultati scientifici.
Apertura di nuovi saggi: Essendo, per varie ragioni, impossibile estendere l’area di scavo del sito archeologico originario oltre una certa misura, si rende necessaria, ai fini interpretativi, l’apertura di quelli che vengono definiti nuovi saggi di scavo lungo il tombolo, scelti sulla base dei risultati delle nuove ricognizioni e grazie alla consultazione della letteratura di saggi esplorativi compiuti da Bronson-Uggeri nella seconda metà del Novecento.

Introduzione di più adeguate tecniche d'indagine

Indagini Archeometriche: L’archeologia, come tutte le altre discipline scientifiche, si avvale anch’essa dei più avanzati ritrovati tecnologici, grazie ai quali può raggiungere nuovi livelli d’indagine sempre più accurati e approfonditi. Lo scavo di Duna Feniglia, nonostante la sua riconosciuta importanza archeologica, non si avvale di queste tecnologie a causa della cronica mancanza di fondi. Sarebbe fondamentale, ai fini di una più estesa interpretazione del sito, un’analisi archeometrica della ceramica rinvenuta nello scavo; i dati forniti sarebbero in grado di indicarci, tra le altre cose, l’area di provenienza dell’argilla, così da meglio definire per esempio, la funzione stessa dell’insediamento produttivo. Un’altra applicazione archeometrica è l’analisi tecnologica: essa ci premetterebbe di meglio comprendere la produzione dei vasi che venivano utilizzati nell’insediamento, ma non solo, questo tipo di analisi ci aiuterebbe a svelare le altre attività svolte nel sito archeologico e quindi a meglio interpretare la funzione stessa del sito di Duna Feniglia nella prima Età del Ferro.
Rilievi Topografici: Una delle attività fondamentali dell’archeologo è la realizzazione di piante di scavo, foto aeree, mappe e rilievi vari, che insieme formano la topografia di un sito, utilissima all’interpretazione di quest’ultimo: essa fino all’anno 2010 è stata realizzata con una Stazione Totale gentilmente offerta dall’Università degli Studi di Milano, la quale però essendo utilizzata su numerosi altri scavi dell’ateneo stesso, non è più disponibile per il Centro Studi Preistoria e Archeologia ONLUS di Milano, da ormai 5 anni. È fondamentale riavere sul nostro sito archeologico uno strumento di rilevazione preciso come la Stazione Totale, strumento indispensabile per la realizzazione di rilievi topografici di rilevanza scientifica. Sarebbe inoltre opportuno dotare la nostra strumentazione di apparecchiature GPS, capaci dunque di geo-referenziare il sito archeologico. Per poter effettuare però una topografia di dettaglio, capace di riprodurre al millimetro tutta l’area di scavo del nostro insediamento produttivo, è necessaria una scansione 1 a 1 mediante Laser Scanner, altro strumento molto costoso, anche più della Stazione Totale.

Autosufficienza economica del progetto

Nel corso degli anni, specialmente negli ultimi, siamo andati incontro a difficoltà di vario genere, da quelle più generali e logistiche a quelle meramente economiche. Non è affatto data per scontata la continuità dei lavori di scavo nel sito archeologico, anzi, ogni anno ci si domanda se non sarà l’ultimo. Questo perché, come in molti ambiti della ricerca, anche il settore archeologico si trova a navigare in cattive acque. Attualmente il CSP Centro Studi Preistoria e Archeologia – Onlus di Milano, riesce a fornire un alloggio alla squadra di scavo, che per il resto deve impegnarsi in prima persona, anche e soprattutto economicamente, alla propria sussistenza e alle proprie attrezzature, senza le quali non sarebbe possibile continuare le indagini archeologiche.

Tabella costi: proiezione di spesa del Progetto DF Archaeology i prezzi hanno valore approssimativo, ma sono rispondenti delle esperienze di mercato maturate. il costo della musealizzazione è sottoposto ad analisi preliminare di un geometra professionista del luogo.